Manaide, specialità ittiche di Anzio

0 Flares Twitter 0 Facebook 0 Google+ 0 Email -- 0 Flares ×

manaide

Parlare di sostenibilità, in vista dell’Expo, sembra scontato. Tuttavia c’è chi fa della sostenibilità la propria ragion d’essere: è l’azienda Manaide di Anzio, in provincia di Roma.

Da un’idea di Luigi Crescenzi e Angela Capobianco, masce nel 2013 e si basa su una ricerca storica, che ha messo in luce come, già dal 1700, l’economia della cittadina di Anzio era interamente basata sulla pesca e sulla conservazione del pesce. Non essendoci più nessuno a dare lustro a questa tradizione, i due decisero di riportarla in auge.

L’azienda prende il nome dalla manaide, un tipo di imbarcazione, ma anche un tipo di rete, con la quale gli uomini pescavano.

La produzione avviene in un piccolo laboratorio artigianale, che impiega principalmente gli stessi titolari e i loro familiari. Tutto viene fatto a mano, rispettando la stagionalità dei prodotti e avendo come unico criterio la sostenibilità, infatti non vengono pescati pesci in via di estinzione, né pesci troppo piccoli e si utilizzano solo metodi di pesca a ridotto impatto ambientale, come il cianciolo, una rete da circuizione, o le nasse, in metallo o plastica.

Vengono utilizzati solo prodotti di alta qualità: oltre al pesce, pescato esclusivamente nella zona compresa tra Ponza e Civitavecchia, olio extra vergine di oliva laziale e sale integrale raccolto a mano.

La scarsa disponibilità stagionale di alcuni prodotti, come le alici, ha portato Manaide a integrare la propria offerta con prodotti reperibili più o meno tutto l’anno, come la palamita, il polpo, o gli sconcigli. Su ogni barattolo, viene indicato sia il nome della barca che il giorno di pesca.

In questi due anni l’azienda ha fatto passi importanti, sia dal punto di vista commerciale, poiché è presente in diverse realtà gastronomiche della Capitale, sia da quello del coinvolgimento emotivo: “non ci aspettavamo una risposta sentimentale così forte” – confessa Luigi Crescenzi – “evidentemente la nostra storia stimola anche una sorta di orgoglio paesano”.

Il futuro di Manaide parla ancora di sostenibilità, perché è stata la scommessa iniziale ed è tuttora l’ideale da perseguire, anche a scapito della crescita: “dipendiamo da ciò che il mare offre, inutile fare progetti a lunga scadenza”, sostiene convinto Luigi.

Niente compromessi quindi, qualità e stagionalità prima di tutto: “chiaramente non ci precludiamo nulla, per questo stiamo testando nuovi prodotti da immettere sul mercato a fianco di quelli attuali, come le lumachelle, i cannolicchi, o i moscardini. Speriamo di continuare con questo entusiasmo”.

Redazione

Redazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Completa la formula matematica *