Il Carciofo: storia e proprietà

0 Flares Twitter 0 Facebook 0 Google+ 0 Email -- 0 Flares ×

carciofi-storia-e-proprietà

L’origine del carciofo (Cynara scolymus) si fa risalire al I secolo in Sicilia, ma probabilmente si trattava di una forma ibrida, più somigliante al cardo selvatico.

La mitologia attribuisce la sua creazione a Giove, padre degli dei, che trasformò in pianta una fanciulla di cui si era innamorato, per donarle l’immortalità. Dal punto di vista botanico, non è né un fiore, né un frutto, ma l’infiorescenza di una pianta alta circa un metro e mezzo con lunghe foglie.

Si coltiva soprattutto nei paesi con clima mediterraneo, come Italia, Egitto e Spagna, ma anche negli Stati Uniti, in particolare in California.

Attualmente l’Italia è il maggior produttore al mondo, con il 30% dell’intera produzione. Le regioni che contribuiscono maggiormente al primato sono Sicilia, Sardegna e Puglia.

La sua diffusione avviene prima In Italia, in Toscana in particolare, dove veniva consumato già nel 1400, poi in Inghilterra e in Francia.

Ne esistono diverse specie, tra cui le più famose sono il “Paestum” (carciofo igp proveniente dall’omonima città), lo Spinoso Sardo, il Catanese, il Brindisino, il Violetto di Provenza e il Romanesco. La stagione migliore per consumare il carciofo va da ottobre/novembre ad aprile/maggio, in base alle diverse qualità. Per essere considerato buono, deve avere caratteristiche precise, come la punta chiusa e l’assenza di peluria. Inoltre il colore esterno deve essere verde scuro e il gambo deve risultare tenero e non deve piegarsi.

È ottimo dal punto di vista nutrizionale, infatti con solo 22 calorie per 100 grammi di prodotto, si presta perfettamente per diete ipocaloriche. Composto principalmente da acqua e carboidrati, contiene anche potassio, sodio, fosforo, calcio, vitamine, e molto ferro, che lo rendono indicato a curare problemi di diabete, colesterolo e ipertensione.

Grazie a queste sostanze, i carciofi sono antiossidanti, depurativi e stimolano la diuresi, riducendo anche la presenza nel sangue di sostanze tossiche, come per esempio l’alcool. Sono adatti anche a stimolare il fegato, calmare la tosse, purificare il sangue e dissolvere i calcoli. Infine, sono considerati utili anche come stimolanti cutanei per la cura del cuoio capelluto.

Un vero toccasana, insomma. Un alimento che non dovrebbe mancare nella dieta di nessuno, grazie alle sue caratteristiche ed alla sua versatilità. Chiaramente, per vedere risultati concreti ne andrebbero mangiate quantità importanti, pari a circa 300 gr al giorno per un periodo piuttosto lungo. Inoltre, per sfruttarne al meglio le proprietà benefiche, andrebbero consumati crudi, o cotti in modo tale da preservarne le proprietà organolettiche e medicinali, come del resto tutte le verdure. Si consiglia pertanto di evitare preparazioni particolarmente ricche di grassi, come i tipici carciofi alla romana, stufati in olio, o il carciofo alla Giudia, intero e fritto, sicuramente più gustose, ma meno adatte a risolveri problemi legati alla salute.

Redazione

Redazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Completa la formula matematica *